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Sull'approccio ai cristalli e alle pietre

L'ANGOLO DEL RADIONICO - a cura di Diego Melandri, radionico


SULL’APPROCCIO AI CRISTALLI E ALLE PIETRE
Il fascino dei cristalli è innegabile, facilmente veniamo tentati di averne uno o più di uno oltre al fatto che alcuni, rari e perfetti, possono avere un valore molto alto, certe volte irraggiungibile. Su questi fascinosi rappresentanti del mondo minerale molto si può arrivare ad apprendere, dato che facilmente siamo portati ad accettare l’assioma che essi sono capaci di possedere altre virtù oltre alla loro bellezza. Purtroppo però la maggior parte delle informazioni che li riguardano sembrano sorvolare sulle loro proprietà basilari, che invece non andrebbero mai dimenticate.
   I cristalli e le pietre sono capaci, assieme ai metalli, di conservare le vibrazioni di chi li maneggia, o dell’ambiente vissuto, siano esse positive o negative, e qui ci vuole attenzione. Quando un cristallo o una pietra entrano in nostro possesso, non siamo in grado di sapere né quante mani li hanno trattati, né quali sentimenti queste persone avevano in animo mentre li stavano manipolando. Quesrlano dei cristalli e delle pietre parlano solamente delle loro meravigliose proprietà, in altre parole delle affinità che hanno con funzioni e organi del corpo umano visibile, e anche di funzioni e strutture invisibili, ma sempre integrate nella realtà energetica generale del fenomeno umano.
   Questo è vero, o parzialmente vero, intanto a partire da un cristallo o da una pietra “puliti”, ma è sicuramente meno vero di quanto si trova scritto comunemente.
   Ci sono in commercio testi onerosi di pagine e che riportano meraviglie riguardanti centinaia di minerali cristallizzati. Le possibilità di poterne usufruire sono in realtà inversamente proporzionali alla quantità di minerali di cui il testo parla.
   Le pietre utilizzabili a beneficio dell’essere umano sono poche, e spesso la loro utilizzazione reale non è riportata nei testi. Ci dev’essere un motivo per questa strategia. La sola che mi possa convincere è che chi veramente sa, voglia tenere ben stretto quanto in realtà proviene da lunghe ricerche, e da frustranti e numerosissime delusioni se non fallimenti nel sottoporre al controllo della realtà dei fatti le notizie comunemente diffuse sulle pietre.
   Finalmente! Ecco che siamo arrivati ad una conferma, sì, è vero che i minerali in cristalli possiedono delle proprietà, ma solo certuni possiedono capacità di comunicare energie vibratorie di conforto all’umano essere e solo certuni altri sono capaci di contrastare energie sottili che lavorano contro le possibilità dell’uomo di dedicare le proprie facoltà alla comprensione ed all’evoluzione.
   Poniamo di avere a disposizione una pietra realmente “attiva”, e di cui potremmo servirci, dobbiamo stabilire altre condizioni non meno importanti, il come e per quanto tempo. Le pietre “valide” richiedono un loro uso appropriato, cioè bisogna vedere se operano meglio da sole oppure in combinazione con un metallo prezioso.
   I metalli preziosi da abbinare alle pietre sono quelli soliti che tutti conoscono: sono l’oro, l’argento e il platino. La vanità e l’esibizione di un anello o di una collana fanno parte solamente della parte dell’umanità che non tiene in nessun conto questo tipo di avvertenze, ma sarebbe del tutto fuori luogo pensare che gli anelli che vescovi, cardinali e papi hanno al dito siano solo fortuite esibizioni e combinazioni.
   Ogni pietra che richieda l’abbinamento ad un metallo prezioso richiede solamente il suo, ma non basta, richiede anche il dito giusto della mano giusta.
   Avendo la pietra giusta, abbinata al metallo prezioso giusto ed al dito giusto, va ricercato il tempo di utilizzo, il che significa sempre il tempo massimo di utilizzo.
   Se poi esaminiamo il novero delle pietre attive che preferiscano agire da sole, fermo restando il tempo d’utilizzo, bisognerebbe stabilire se è meglio tenerle in tasca o Nel taschino della camicia o dentro un sacchetto appeso al collo.
   Nel novero delle colorite informazioni che tendono a favorirne la vendita abbiamo la più estesa delle fantasie: possiamo trovare la pietra dell’amore, o quella del proprio segno zodiacale, oppure addirittura la pietra che dovrebbe favorire la fortuna in affari o un movimento di denaro particolarmente favorevole, il tutto completamente opinabile. Le pietre, preziose o no, hanno mantenuto nei secoli il fascino dell’irraggiungibile che avevano nell’antichità, quando solamente i sacerdoti prima, i ceti abbienti poi, potevano permettersi di esibirle. Il fatto che ho citato i sacerdoti per primi non è per niente casuale.
   Millenni indietro nella storia umana, quasi tutta la cultura, specie poi quella riguardante le energie sottili, era conservata dentro i templi. Entrarne in possesso era frutto di studi e di discipline severissime cui si era chiamati dalla condizione sacerdotale. Al tempo degli antichi Egizi, i grandi ierofanti erano pochissimi, e costoro erano i depositari dei grandi riti che ancora oggi ci sono sconosciuti: ebbene solamente costoro, e sono lì a testimoniarlo i geroglifici che ci sono pervenuti, si adornavano di pietre.
   I grandi ierofanti egizi celebravano con indosso un pettorale di lapislazzuli, la domanda che ne consegue è: perché proprio solo i lapislazzuli, perché a mosaico sul petto?
   Queste sono richieste di impostazione che conosciamo, qui abbiamo la risposta circa il tipo di pietra e la sua collocazione, ma abbiamo la risposta anche alla terza incognita, quella del tempo di utilizzazione, perché ovviamente i grandi sacerdoti li utilizzavano solo per il tempo necessario all’adempimento del rito, e basta. Del resto, avete mai visto uno dei nostri preti andarsene in giro per i fatti suoi paludato come quando dice messa?
   Ecco invece che tante persone inconsapevoli esibiscono pietre e gioielli per fasto o per esibizione, a scapito della loro sicurezza e della loro integrità.
   Non sapere è un riparo sufficiente? Io direi di no, ed, infatti, esiste anche la possibilità che le pietre acquistate siano integre, ma questo non è certamente possibile per coloro che acquistano oggetti di antica lavorazione. Non sapere lascia il campo solo alla alla fortuna, e basta. Fortunati possiamo essere tutti, almeno una volta, ma non è dato di sapere in quale occasione ne fruiremo in pieno. Sottostante c’è sempre una legge, o una regola o una norma da rispettare, e che sarebbe bene conoscere.
   L’oceano ha delle onde fascinose, chi ci si trova davanti trova irresistibile tuffarcisi per poi lasciarsi coinvolgere da un’onda che non ha confronti da nessun’altra parte; poi viene la bassa marea e ci si accorge che il fondo ora allo scoperto è costellato di scogli appuntiti. Lasciarsi trasportare dagli istinti può comportare l’impatto con uno scoglio di qualche genere; conoscere esattamente l’ambiente nel quale si ha intenzione di entrare, cioè le sue regole o le precauzioni necessarie, può invece fattivamente evitare l’impatto con uno scoglio di qualsiasi genere, e tanto di guadagnato, perché l’impatto con uno scoglio può procurare da un graffio alla morte, se impattiamo con la testa.
   Quanto all’eventuale pericolo, o alle eventuali maligne intenzioni devolute ad una pietra, ricordo il caso di una persona mia conoscente, non del tutto ignara di informazioni e di cautele da usare sulle pietre e sui cristalli, la quale andò ad un seminario residenziale, cioè che richiedeva un pernottamento. Non dirò la tematica del seminario perché non è mai la disciplina trattata ad avere colpe, ma la cattiva coscienza di qualcuno che la usa; ebbene nella camera di ogni partecipante c’era sul comodino una pietra omaggio dell’organizzazione del seminario stesso. Sembrava un pensierino gentile, tale da invogliare poi all’acquisto di altre pietre disponibili nel tempo libero dai temi trattati.
   Orbene, la mia conoscente intanto avvolse la pietra regalo nella carta stagnola, per esaminarla poi con comodo al ritorno a casa. La pietra risultò notevolmente caricata di energie negative, cosa che aveva un senso nell’ottica di certe persone che insegnano tecniche esotiche di liberazione e di purificazione. La pietra regalata e doverosamente inquinata avrebbe concorso a complicare ancora di più il quadro energetico ed emozionale della persona, con incremento delle sensazioni migliorative conseguenti alle tecniche apprese. Neutralizzare, ripulire e utilizzare se possibile, nel modo giusto.
   Trattare le pietre e i cristalli significa avere a che fare con proprietà invisibili quanto potenzialmente molto attive, trascurare questi fatto è come trastullarsi con un minerale di uranio dimenticandosi delle radiazioni che emette. Le pietre e i cristalli sono prima riceventi, poi trasmittenti, ma non sono in grado di selezionare quanto è immesso nella loro memoria, quindi sia in caso di acquisto che di regalo, non va dimenticata l’avvertenza potenzialmente salvifica della ripulitura garantita dell’oggetto, così da poterlo ammirare e godere in tutta sicurezza delle reali sue intrinseche proprietà.
   Le grandi religioni posseggono le dovute conoscenze sulle pietre preziose ed anche sui metalli preziosi, e allo scopo di salvaguardarsi pongono norme restrittive per tutelare la sicurezza dei loro personaggi più rappresentativi. Pongo un solo esempio, e vorrei chiedere a chiunque lo apprenderà tramite ciò che sta scritto qui se può minimamente credere se una norma tassativa di questo genere può essere solamente casuale: orbene chiunque sia ricevuto in udienza privata dal papa, non può portare alcun metallo prezioso, nemmeno il bracciale dell’orologio, né le donne possono ornarsi di collane o spille, con un’unica concessione alla vanità femminile, una collana di perle, che come tutti sanno è un prodotto animale, non minerale.

 
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